L’ASCOM PLAUDE ALLA VITTORIA AL CONSIGLIO DI STATO DEL RICORSO PER IL FONDO DI SOLIDARIETA’


L’ASCOM PLAUDE ALLA VITTORIA AL CONSIGLIO DI STATO DEL RICORSO PRESENTATO DALL’EX SINDACO BITONCI E DELL’EX ASSESSORE GRIGOLETTO E CHE PERMETTERA’ AL COMUNE DI RIENTRARE DI QUASI 7 MILIONI DI EURO.

IL PRESIDENTE BERTIN: “DIMOSTRAZIONE CHE RICORRERE SERVE”.
E RICORDA I RICORSI DELL’ASCOM AVVERSI AI CENTRI COMMERCIALI (COMPRESO QUELLO DI DUE CARRARE).
“CON 7 MILIONI IN CASSA MAGGIORI SERVIZI AI CITTADINI MA NOI SPERIAMO POSSANO SERVIRE ANCHE PER IL PARK ALL’EX PRANDINA”.
INFINE UNA DOMANDA: “FATTIBILI RICORSI AL TAR ANCHE PER I CENTRI COMMERCIALI PREVISTI IN CITTA’?
”Ricorrere serve.
“Eccome se serve – ribadisce il presidente dell’Ascom, Patrizio Bertin – e la vittoria del Comune di Padova, avanti il Consiglio di Stato, per il fondo di solidarietà, ne è una riprova. Certo: ricorrere costa, ma è dovere di chi amministra i denari dei cittadini fare di tutto per garantire che quei denari siano spesi bene e, soprattutto, con equità”.
Bertin dunque plaude all’iniziativa dell’ex sindaco Massimo Bitonci e dell’ex assessore ai tributi Stefano Grigoletto che, grazie all’opposizione intrapresa contro un provvedimento che, penalizzando Padova in quanto comune virtuoso (aveva già provveduto ad adeguare i dati catastali), gli sottraeva la bellezza di 6,8 milioni di euro, permetteranno al municipio di rientrare di una cifra consistente. Cifra che si spera venga confermata anche per l’anno corrente considerato il nuovo ricorso questa volta presentato dall’amministrazione Giordani. 
“Schieramenti diversi ma unità d’intenti, ed è per questo che ho apprezzato – continua Bertin – che il sindaco Giordani abbia pubblicamente riconosciuto i meriti del suo predecessore perché sono convinto che quella del comune operare tra rappresentanti del territorio (siano essi amministratori comunali, provinciali o regionali, come pure parlamentari) sia la strada maestra per ridare alla città e alla provincia quelle opportunità che divisioni spesso solo dettate in altre sedi, impediscono di sfruttare a dovere”.
Dunque, ben vengano – come si diceva – i ricorsi.
“All’Ascom – spiega il presidente Bertin – abbiamo una lunga tradizione di ricorsi soprattutto per contrastare la realizzazione di nuovi centri commerciali. Non sempre il Tar ci ha dato ragione ma ricorrere ha significato rappresentare in modo “plastico” che la nostra non è un’opposizione di facciata ma è una difesa reale del commercio di vicinato e, a cascata, della vivibilità dei nostri centri urbani”.
Per la cronaca, un ricorso al Tar targato Ascom pende anche sul progetto di iper centro a Due Carrare.
“In questo caso – aggiunge – speriamo molto nella conferma, da parte del Ministero dei Beni Culturali, del vincolo di inedificabilità, ma per non tralasciare nessuna possibilità ci siamo premuniti di ricorrere considerato che, a giudizio dei nostri legali, non sono pochi i passaggi dell’iter che meritano di essere analizzati con la lente d’ingrandimento”. 
Tornando a Padova, Bertin chiude con un auspicio.
“Quasi 7 milioni di euro sono una cifra interessante che potrà senz’altro contribuire a migliorare i servizi alla cittadinanza. Ovviamente noi ci auguriamo che possano essere investiti anche per realizzare infrastrutture in favore di commercio, turismo e servizi (il parcheggio all’ex Prandina potrebbe essere un utile impiego), ma ciò che ci preme ulteriormente sottolineare è che vogliamo capire se esistono spazi di manovra che possano tradursi in un’opposizione del Comune all’insediamento, in città, di nuove grandi strutture di vendita”.

Padova 16 aprile 2018

(Ascom Padova)