Settimana della Comunità ad Arino assieme agli attori di CambiScena

Ritrovarsi assieme per condividere una domenica nella settimana della comunità non è mai una sfida facile. Tuttavia ad Arino quest’anno la formula è stata vincente e l’esito altrettanto positivo. L’idea base era una proposta che coinvolgesse tutti, grandi e piccoli, giovani e anziani. E così è stato.

Il tema “La Comunità che vorrei”, nato dalle proposte elaborate all’interno del consiglio pastorale, è stato proposto per indirizzare la prospettiva verso una parrocchia che sia una realtà condivisa e di riferimento, al centro dell’attenzione dei genitori dei gruppi dell’iniziazione cristiana e dei gruppi parrocchiali.

Abbiamo così cercato assieme chi poteva dare il “la” all’incontro, mostrando concretamente cosa significa impegnarsi a fare qualcosa per gli altri: questa persona è stata individuata nel diacono permanente Alberto Saccoman, il quale ha vissuto e condotto per dieci anni con la moglie Nicoletta una casa famiglia accogliendo minori e giovani in difficoltà, e che ha portato la sua esperienza di comunità “familiare”, sottolineando che la famiglia “non può bastare a se stessa” ma che “tenendo la porta aperta può diventare una realtà di Comunità, vissuta condividendo e accogliendo tanto da farci percepire la presenza di Gesù nelle persone che facciamo entrare da quella porta“.

Dopodiché è stata la volta del gruppo teatrale CambiScena, con Claudia Gafà e Paolo Facco: chi poteva rendere meglio di loro tutti protagonisti nel creare una situazione concreta di vita? Con la modalità del teatro di improvvisazione è stata creata una situazione da leggere e affrontare anche nei suoi elementi conflittuali, per poi offrire, a partire da un approfondimento nei gruppi, delle soluzioni diverse e plausibili. Tutti si sono messi In gioco con entusiasmo ed impegno! I ragazzi delle elementari e medie con i loro animatori. I giovanissimi e i giovani, gli adulti, genitori e nonni. E tutti hanno prodotto una soluzione al conflitto. Gli attori poi con maestria hanno messo in scena le diverse opzioni finali. Abbiamo così compreso che insieme si vince. Insieme si risolve. Insieme si opera una “sinfonia” di risposte che aiutano a far crescere e arricchire il vivere di una comunità.

La mattina, che era iniziata con un’unica messa per coinvolgere tutti assieme, si poi è conclusa col pranzo comunitario, dove gli spunti offerti precedentemente hanno potuto essere ancora rielaborati in maniera più conviviale e simpatica.

Sara Zanferrari

(Diocesi di Padova)