UNA NUOVA SPECULAZIONE MINACCIA IL BASSO ISONZO. Appello all’amministrazione: attivatevi per salvare il parco

Legambiente PadovaUna nuova speculazione/ minaccia la realizzazione del Parco del Basso Isonzo/. E’ la nuova lottizzazione prevista sulle aree poste in vendita dagli Istituti Riuniti di Assistenza (AltaVista IRA – ex Istituto Riposo Anziani). Un’operazione speculativa su di un’area di quasi 37.000 mq/, proprio nel cuore di quello che potrebbe divenire il Parco del Basso Isonzo che consentirebbe l’edificazione di una serie di fabbricati per complessivi 30.020 mc (circa una settantina di alloggi)/.

Una nuova speculazione minaccia la realizzazione del Parco del Basso Isonzo. E’ la nuova lottizzazione prevista sulle aree poste in vendita dagli Istituti Riuniti di Assistenza (AltaVista IRA – ex Istituto Riposo Anziani). “Un’operazione speculativa – denuncia Sergio Lironi, Presidente onorario di Legambiente – su di un’area di quasi 37.000 mq, proprio nel cuore di quello che potrebbe divenire il Parco del Basso Isonzo che consentirebbe l’edificazione di una serie di fabbricati in linea per complessivi 30.020 mc (circa una settantina di alloggi), richiedendo ovviamente anche nuove infrastrutture viarie.”

“Sin agli anni Novanta – ricorda Lironi – le aree del Basso Isonzo erano vincolate dal PRG di Padova alla realizzazione di un grande parco urbano, per il quale venne anche redatto anche il progetto preliminare. Aree, quelle del Basso Isonzo, ancora in larga parte utilizzate a fini agricoli, incuneate tra i quartieri residenziali della prima periferia urbana, miracolosamente sopravvissute all’alluvione edilizia dei decenni precedenti. Di fatto il più importante polmone verde della città, strettamente connesso al fiume Bacchiglione, una delle infrastrutture verdi essenziali per la formazione di una effettiva rete ecologica a scala urbana e territoriale.

Purtroppo la Variante al PRG degli anni Duemila, introducendo i meccanismi della cosiddetta perequazione urbanistica, ne ha cancellato il disegno unitario ed ha previsto la possibilità per i proprietari delle aree di edificare consistenti cubature edilizie quale contropartita alla cessione di una quota parte dei terreni da destinare a fini pubblici (non necessariamente a verde pubblico).

Un primo accordo perequativo con un proprietario privato è già stato posto in essere e se ne possono constatare gli effetti… una nuova strada e un mini-villaggio recintato, di discutibile qualità urbana e con molte abitazioni invendute (pur essendo state pubblicizzate come “ville nel parco”).

Ma un impatto decisamente maggiore e più preoccupante potrebbe avere la nuova lottizzazione prevista sulle aree poste in vendita dagli Istituti Riuniti di Assistenza (AltaVista IRA – ex Istituto Riposo Anziani): un’ente, va ricordato, di diritto pubblico.

AltaVita IRA, dopo aver ottenuta l’approvazione nel 2009 di un apposito Piano Urbanistico Attuativo (PUA), ha tentato più volte di vendere all’asta le aree, con un prezzo a base d’asta che dal 2010 ad oggi – essendo andate deserte le gare – è calato dagli 8,7 milioni iniziali ai 3,5 milioni attuali. Andata deserta anche l’ultima gara del 10 novembre scorso, sembra sia intenzione dell’ente procedere ad una vendita diretta a trattativa privata ad un prezzo inferiore: una trattativa che risulterebbe già avviata con una nota impresa immobiliare padovana.

Non vi è dubbio che se la trattativa andasse in porto e se il piano di lottizzazione fosse posto in esecuzione, ben poche speranze rimarrebbero per la realizzazione di un parco urbano degno di questo nome, di un parco che – così come sta scritto nel programma della nuova Giunta – dovrebbe costituire elemento strutturale della rete ecologica e di un organico sistema del verde.

E’ per questa ragione che rivolgiamo un accorato appello alla nuova Amministrazione Comunale affinché avvii con estrema urgenza una propria trattativa con AltaVita IRA, al fine di una acquisizione dell’area al patrimonio comunale con propri fondi di bilancio o attraverso un meccanismo di permuta con altri beni patrimoniali comunali.” Conclude Lironi

Legambiente Padova 3478902238

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