Signora di Padova diventata, a sua insaputa, cliente di due società di energia elettrica: truffata e minacciata si è rivolta alla Federcontribuenti

La titolare di un locale pubblico della provincia di Padova, E.G. ha sottoscritto il 26 aprile 2016 con la ENI SpA divisione gas&power un contratto per l’erogazione del servizio per il quale ha ricevuto delle bollette che sono state sempre regolarmente pagate.

Dopo un anno alla signora cominciano ad arrivare fatture anche dal Servizio Elettrico Nazionale, che inizialmente paga non capendo cosa stesse succedendo per poi scoprire, perdendo tempo dietro email e call center del servizio clienti delle due compagnie di essere stata – recuperata – aggiunta nuovamente e senza autorizzazione o richiesta nel mercato libero dal precedente gestore. Praticamente questa signora paga due volte l’energia a due gestori diversi. Decide di restare con ENI, ma riceve dalla stessa una comunicazione dove si annuncia un cambio del nominativo per cessione ramo aziendale. Naturalmente smette di pagare il Servizio Elettrico Nazionale che la diffida e poi, in pieno abuso non essendo una loro cliente, si viene vista ridurre la potenza dell’energia con un enorme danno economico e di immagine dato che i contatori non reggono più il carico delle attrezzature del locale e obbligandola a gettare tutta la merce contenuta nei frigoriferi.

A questo punto si rivolge alla Federcontribuenti per una richiesta di aiuto. Immediatamente parte un botta e risposta tra l’Associazione e i due gestori di energia elettrica includendo nel braccio di ferro anche l’Autorità per l’energia elettrica il gas. A seguito della trattativa e delle azioni messe in campo dalla Federcontribuenti si riallaccia il servizio e si avvia una trattativa per fare chiarezza con i vertici delle Aziende e avviare i dovuti passi risarcitori. Questa signora è stata prima truffata, vedendosi diventare cliente di una azienda senza sottoscrivere nessuna richiesta e nessun contratto, poi minacciata con l’interruzione della fornitura elettrica che le impediva di lavorare: ”ma se era cliente Eni e pagava regolarmente le fatture, perchè questa non è intervenuta a tutela della propria cliente? E perchè le aziende si scambiano nominativi di clienti come fossero figurine? La questione verrà risolta ma resta l’amarezza nel dover constatare che, per far valere diritti e Leggi, occorre ingaggiare perennemente battaglie”.

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(Federcontribuenti)