Salute: emergenza pidocchi per 1,5 mln bambini, 3 trucchi per sconfiggerli

Roma, 5 nov. (AdnKronos Salute) – L’allarme corre sulle chat delle mamme: ‘Ho trovato un ospite indesiderato sulla testa di Giulio, controllate!’. Sono in poche a usare la detestata parola pidocchi, meglio ‘animaletto’, ‘ospite indesiderato’ o ‘cosino nero’; le lendini poi diventano ‘uova’, o meglio ‘ovetti’. Eufemismi e vezzeggiativi con cui le mamme cercano di esorcizzare l’incubo pidocchi: quando si prendono scatta la corsa in farmacia, l’operazione ‘pettine fitto’ e il lavaggio di lenzuola e cuscini. “Intanto bisogna dire che il problema e’ molto diffuso: si registrano gia’ moltissimi casi e nel corso dell’anno si arrivera’ a un milione e mezzo di alunni colpiti, che li passano talvolta anche ai genitori”, dice all’Adnkronos Salute Italo Farnetani, professore ordinario alla Libera universita’ degli studi di scienze umane e tecnologiche di Malta.

“La buona notizia e’ che non esistono super-pidocchi: se tornano o non vanno via – assicura il pediatra – la colpa e’ di errori o ritardi nella disinfestazione”. Farnetani regala tre trucchi per liberarsi degli ospiti indesiderati: acquistare i prodotti meno cari ma seguire scrupolosamente le indicazioni e il dosaggio, adottare il controllo ‘del sabato’ per intercettare eventuali nuovi arrivi, infine ricordare sempre di ripetere il trattamento a distanza di otto-dieci giorni, “per eliminare anche eventuali sopravvissuti”.

Se in casa arriva un pidocchio la parola d’ordine e’ “niente panico: i prodotti efficaci ci sono, funzionano e la procedura e’ relativamente rapida. Se non si riesce a vincere un’infestazione pur avendo fatto tutto a puntino, la ‘colpa’ e’ del fatto che in classe qualcuno trascura il problema, cosi’ gli insetti continuano a propagarsi. Secondo me, il ritorno regolare di questi parassiti e’ dovuto in parte alla mancanza di controlli, in parte anche alla crisi. Basta un bimbo che non fa il trattamento per infettare in poco tempo tutta una classe”. “Ormai abbiamo una vasta scelta di spray, oli e shampoo ad hoc, efficaci e non troppo aggressivi per la cute e i capelli dei piccoli, che sono pero’ anche piuttosto costosi. Cosi’ capita che i genitori rinviino il trattamento, o ricorrano a piu’ economici metodi della nonna e al fai da te. Per non parlare di mamme e papa’ ‘distratti’, che dimenticano di fare controlli regolari della testa del bambino”, dice il pediatra.

In aiuto dei genitori puo’ arrivare la tecnologia: “Ormai in molte classi i genitori si riuniscono in chat, cosa che facilita le segnalazioni e il trattamento ‘di massa'”. Il problema e’ che i controlli ‘latitano’. “Studi ci dicono che il 2-10% dei bimbi non viene mai visto dal pediatra durante l’anno, possiamo solo immaginare quanti sono quelli che non subiscono verifiche regolari anti-pidocchi”. Nel mirino anche un’errata routine casalinga. “E’ sbagliato lavare i capelli al bambino una volta a settimana. Basterebbe farlo due volte e controllare in queste occasioni l’eventuale presenza di lendini o pidocchi, per intercettare l’infestazione agli inizi”.

Come distinguere fra lendini (le uova del pidocchio) e forfora, che a volte colpisce anche i piu’ piccoli? “Le lendini in genere si trovano ben attaccate al capello, a qualche centimetro dal cuoio capelluto, mentre la forfora e’ sulla cute, ma essendo leggera puo’ spostarsi sui capelli. Basta allora fare il test del soffio: se soffiando sul corpo estraneo questo si stacca e vola via, e’ forfora. Altrimenti e’ bene armarsi di pazienza, sfilare la lendine, eliminarla e mettersi all’opera per un controllo generale”. E il tradizionale taglio drastico di capelli? “Non serve affatto: basta seguire scrupolosamente le indicazioni del pediatra o quelle illustrate sulle etichette dei prodotti”.

Un’altra fantasia riguarda i criteri con cui il pidocchio passa da una testa all’altra: “Prendere i pidocchi non e’ affatto questione di scarsa igiene o di basso livello sociale, ma soltanto sfortuna. Basta essere nel posto sbagliato al momento sbagliato, e anche la chioma piu’ pulita non sfuggira’ all’attacco”. Le lendini, una volta annidatesi sul capello, si schiudono dopo otto giorni. E prediligono l’area della nuca e quella intorno alle orecchie. “Piccole, biancastre ed ovoidali, si collocano preferibilmente a un centimetro dalla cute. Basterebbe un controllo attento una volta a settimana ogni sabato per intercettare le lendini prima che si schiudano”. Da meta’ ottobre a fine marzo “e’ il periodo ‘peggiore’. E con l’arrivo dei primi freddi, occhio anche al cappello. Meglio non appenderlo, a scuola, vicino a quello dei compagni, perche’ i parassiti possono ‘invaderlo’. In caso di infestazione, gli abiti vanno lavati a 90 gradi o a secco. E cosi’ anche le lenzuola”, conclude il pediatra.

(Adnkronos)

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