Lavoratori in trasferta e universitari fuori sede prediligono gli affitti brevi

Oggi i lavoratori in trasferta e gli studenti universitari fuori sede preferiscono la formula dell’affitto breve. È una piccola rivoluzione che è andata montando negli anni, e che ha finito col rendere obsoleta la canonica formula del 4 + 4 anni. Il tutto nonostante un canone maggiore, che comunque non mette in discussione i vantaggi degli affitti di breve durata. Sia chi lavora, sia chi studia in un’altra regione, attualmente preferisce la formula secca dei 12 mesi in locazione. È solo uno dei tanti effetti che la crisi economica ha avuto sugli italiani. Ma è anche un segno delle abitudini che si modificano e che si fanno sempre più elastiche: in questa società, anche i lavoratori preferiscono essere meno legati ad una realtà fissa. Oppure semplicemente ne sono costretti, perché fanno vita da freelance.

Dal precario al manager: meglio l’affitto breve

La crisi non ha guardato in faccia a nessuno: dal precario al manager di successo, tutti cercano di ridurre le spese e di evitare impegni sul lungo periodo. Ecco che l’affitto breve, dal punto di vista immobiliare, rappresenta la risposta migliore a questa esigenza. Dai 6 mesi ai 12 mesi, si cerca sempre una formula che comunque sia circoscritta ad un periodo di breve-media durata. E il lavoro in trasferta – così come lo studio – ha sicuramente accentuato questo fattore. Molti italiani del Sud, soprattutto, emigrano verso il Centro-Nord alla ricerca di opportunità. Questo, ovviamente, ha il suo reflusso sull’aumento degli affitti brevi. E gli studenti? Preferiscono l’affitto breve per tenersi una porta aperta, magari per trovare una casa a prezzi inferiori l’anno successivo anche in periferia.

Affitti brevi: è anche una questione di mobilità

Non solo crisi economica, ma anche abitudini che si evolvono: oggi il lavoratore è mobile, così come lo studente. Le opportunità che lo Stivale offre, se si esce dalla propria regione, sono molte. E allora in tanti si spostano di continuo. Poi le trasferte e i traslochi al momento sono all’ordine del giorno: anche perché cambiare casa e città è diventato più facile e veloce. Ad esempio, grazie agli smartphone, non serve più installare il telefono fisso. Anche per la connessione web le cose sono cambiate: ormai esistono provider come Linkem che consentono di avere Internet senza linea fissa in casa. Una soluzione flessibile e facile da installare, anche da soli.

Gli affitti brevi cambiano il mercato immobiliare

Il mercato immobiliare è andato incontro ad una rivoluzione, per via del boom del trend degli affitti brevi. Anche per merito della Legge di Stabilità, molti proprietari di case in centro hanno deciso di avviare una ristrutturazione. Lo scopo? Ammodernare le vecchie case sfitte da tempo, per poter monetizzarle sfruttando la moda degli affitti brevi. Il mercato immobiliare delle locazioni, non a caso, è andato incontro ad un periodo molto vivo: un periodo che oggi continua ad espandersi. Anche i proprietari di case, dunque, hanno dovuto fare di necessità virtù e rispondere alla crisi economica con strategie nuove. E soprattutto con scelte idonee alla domanda di questi “affittuari 2.0”.

 

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