Accoglienza profughi: il Consorzio Veneto Insieme presenta i dati dell’accoglienza diffusa dell’estate 2017

“Creiamo valore economico ma finalizzato ai bisogni dei migranti, non è business”. Parla Roberto Baldo Presidente del Consorzio che riunisce 13 cooperative padovane.

L’estate è ormai agli sgoccioli ed è tempo di bilanci su quella che è stata un’estate di accoglienza e di integrazione per i tanti profughi arrivati in Veneto e in particolare a Padova e Provincia.

A tirare le somme è il Consorzio Veneto Insieme che opera attraverso 13 cooperative sociali consorziate tutte operative nel padovano, tutte coinvolte da giugno scorso nel processo di accoglienza diffusa nel territorio dei profughi, la cosiddetta micro accoglienza, in strutture urbane che mediamente ospitano 7 persone.

Veneto Insieme esiste già dal 1987 e aderisce a Confcooperative Padova.

Da giugno 2017 ha riunito 13 cooperative diverse, sia per storia che per servizi offerti sul versante appunto della cosiddetta micro accoglienza ai migranti.

Un sistema consolidato già dal bando SPRAR che è stato collaudato con questa modalità di integrazione a cui si è ispirato il Consorzio.

L’analisi estiva che fa il Consorzio Veneto insieme è relativa al numero di strutture, ai comuni coinvolti, all’età degli ospiti con i loro paesi di provenienza, nonché agli usciti dall’accoglienza in quanto possessori di un qualsiasi permesso, e alle uscite volontarie dal progetto di accoglienza.

Dall’analisi ne esce un trend decisamente positivo per la nostra provincia e regione, sicuramente in contrapposizione ad altre regioni, a dimostrazione spiega Roberto Baldo Presidente del Consorzio che “lavorare in rete, con obiettivi, strategie, professionalità e programmazione, risulta un metodo efficace e vincente per chi deve essere accolto e per chi si impegna ad accogliere”.

In totale oggi sono 98 le strutture distribuite sul nostro territorio che ospitano in media 7 persone per un totale massimo di gestione di 744 migranti: 51 su Padova, 6 su Vigonza, 3 su Due Carrare, e poi tutti gli altri comuni sono direttamente coinvolti con 1 o al massimo 2 strutture. Numeri che indicano come l’accoglienza diffusa può facilitare le istituzioni e gli stessi cittadini italiani ad accettare più serenamente numeri, talvolta importanti, di profughi.

Numeri che segnano quest’estate un totale di 744 presenze sul padovano: risultano sempre i più numerosi i provenienti dalla Nigeria (247), a seguire i pakistani (98), dal Bangladesh (82), Gambia (54) Senegal (48), Mali (44). E’ decisamente l’Africa il continente che registra il numero più importante di arrivi nonostante una distribuzione diffusa. L’età di maggior affluenza è quella della fascia 18-25 con il 49% ovvero 364 persone, segue quella dei 26-35 con il 36% per un totale di 270 presenze. I minorenni rappresentano solo un 5% (38), la fascia 36-45 con l’8% e 57 presenze, mentre gli over 46 solo un 2% con 15 persone.

Infine sono interessanti anche i dati delle uscite dall’hub di Bagnoli di Sopra, pari a 17 nel mese di agosto. Ad oggi sono uscite dal progetto di accoglienza 20 persone in modo volontario , 7 per fine progetto 3 per ottenimento dell’asilo politico , 8 per protezione sussidiaria e umanitaria.

34,90 euro al giorno per persona è quanto è riconosciuto alla singola cooperativa sociale che però deve offrire alla persona un progetto di integrazione e di sostegno a tutto campo. Che significa educare questi migranti nella cura della vestizione, della pulizia dell’appartamento, nella preparazione del cibo, così come coinvolgerli in corsi di italiano, seguirli nella parte sanitaria e di integrazione socio-lavorativa con il territorio dove vivono.

“Non si tratta di business – conclude Roberto Baldo Presidente del Consorzio Veneto Insieme a meno che non ci sia un uso strumentale della forma cooperativa così come in tutte le altre forme di impresa. In questo caso di parla di imprese truffaldine. Certo creiamo valore economico ma il tutto è finalizzato alla qualità e alla risposta ai bisogni di queste persone. Insomma fare i soldi è un’altra cosa, noi operiamo in maniera onesta”.

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