Ricerca: dalle piante selvatiche un ‘condom molecolare’

Milano, 19 mag. (AdnKronos Salute) – Un contraccettivo alternativo. E ‘green’, visto che la speranza arriva dai campi. O meglio dalla chimica delle piante selvatiche, grazie alle quali si potrebbe mettere a punto una specie di ‘condom molecolare’. Sotto la lente di un team di scienziati californiani sono finiti due composti che normalmente si trovano nella radice del Dente di leone (il tarassaco) e in una pianta orientale battezzata Erba del tuono, o Vite del dio del tuono traducendo il suo nome dal cinese mandarino. Per gli esperti potrebbero rappresentare una buona alternativa ai contraccettivi di emergenza, se solo si riuscisse a capire dove ricavarne abbastanza.

Le sostanze chimiche – chiamate pristimerina e lupeolo – provenienti da queste piante sono da tempo utilizzate nelle medicine tradizionali. I ricercatori californiani hanno ora scoperto una nuova proprieta’: possono anche bloccare l’inseminazione e si presterebbero dunque al ruolo di contraccettivo per lui. La scoperta, conferma un esperto britannico citato dalla ‘Bbc online’, potrebbe portare a un nuovo e diverso approccio alla contraccezione maschile. C’e’ pero’ da superare un ostacolo non da poco: i composti sono presenti a livelli cosi’ bassi nelle piante che il costo dell’estrazione risulta molto elevato, evidenzia l’e’quipe statunitense che in uno studio pubblicato su ‘Pnas’ spiega in che modo tecnicamente le sostanze chimiche riescano ad agire da ‘preservativi molecolari’.

Nei test, la pristimerina e il lupeolo hanno interrotto la fertilizzazione impedendo agli spermatozoi umani di scuotere la loro coda e avanzare verso l’ovulo femminile. In pratica, chiariscono gli scienziati, hanno bloccato con successo il progesterone – che innesca il nuoto forzato degli spermatozoi – senza danneggiare lo sperma. “Non uccide la motilita’ basale e non e’ tossico per le cellule spermatiche, che possono ancora muoversi ma non possono sviluppare un potente” colpo di coda “perche’ il percorso di attivazione e’ spento”, riepiloga Polina Lishko dell’University of California, Berkeley. Il lupeolo si trova in piante come il mango, la radice del Dente di leone e l’Aloe vera, mentre la pristimerina e’ della pianta Tripterygium wilfordii (la Thunder god vine) e viene utilizzata nella medicina tradizionale cinese.

Il vantaggio e’ che queste sostanze chimiche agiscono, secondo quanto osservato dai ricercatori, a dosi molto basse e non hanno effetti collaterali. Per gli esperti potrebbero potenzialmente essere usati come contraccettivi ‘al bisogno’ o come contraccettivi permanenti tramite un cerotto cutaneo o un anello vaginale.

Lishko e colleghi stanno per affrontare i test sui primati, i cui spermatozoi funzionano in modo analogo a quelli degli esseri umani. E parallelamente stanno cercando anche una fonte economica di queste sostanze chimiche.

Lo studio pero’ viene gia’ ritenuto “molto interessante” da esperti come Allan Pacey, professore di andrologia all’universita’ di Sheffield, che evidenzia la reale necessita’ di un contraccettivo maschile non a base ormonale. E l’aspetto che colpisce, secondo lo specialista, e’ che il lavoro “dimostra che due composti naturali possono colpire una molecola chiave sugli spermatozoi che regola come nuotano nei momenti finali prima della fecondazione. Saranno necessari trial clinici per dimostrare se funziona nelle persone e questo ragionevolmente richiedera’ alcuni anni. Ma “proprio perche’ la molecola e’ specifica per lo sperma, i due composti potrebbero diventare un target su cui puntare per arrivare a una pillola per lui scevra da alcuni effetti collaterali visti finora nei trial sui contraccettivi ormonali”. La via verde al ‘pillolo’.

(Adnkronos)

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