INQUINAMENTO DA MERCURIO: ASSESSORE BOTTACIN REPLICA A SINDACI DI MOGLIANO, PREGANZIOL E CASIER

(AVN) – Venezia, 19 marzo 2017

Con riferimento alle affermazioni riportate oggi sulla stampa a nome dei Sindaci di Preganziol, Mogliano e Casier, l’assessore regionale all’Ambiente, Gianpaolo Bottacin, precisa quanto segue.

“1) Lo studio di Arpav ha evidenziato come l’inquinamento sia presente nelle falde più profonde e derivi o da emissioni che potrebbero risalire anche a diverse decine di anni fa o addirittura a cause naturali. Lo stesso studio evidenzia che l’inquinamento si sta spostando, e non “ampliando” visto che i numeri rilevati da Arpav nei pozzi campionati mostrano un andamento in calo in alcuni ed in crescita in altri, chiaro segno di uno spostamento. Il fatto che la concentrazione cali in alcuni pozzi fa apparire verosimile che la fonte di pressione non sia né costante, né in “crescita”. Secondo i Sindaci, sono state da loro avanzate “precise e motivate richieste”: in effetti la richiesta più precisa è stata quella di trovare la fonte di inquinamento, richiesta che non tiene conto del lavoro fatto fino ad oggi di Arpav. Lavoro che ha ben descritto il fenomeno, ma che per motivi oggettivi e dimostrati non ha potuto evidenziare la causa. Arpav – su indicazione della giunta regionale – sta procedendo alla datazione di questa falda in pressione con analisi isotopiche. Dall’esito di queste sofisticate indagini, si potrà comprendere meglio l’origine di questo fenomeno. La ricerca delle cause dell’inquinamento è estremamente difficoltosa, perché va svolta su un territorio molto esteso a monte ed a profondità continuamente variabili. Pertanto nel confronto con i sindaci ho evidenziato che investire somme di denaro pubblico in ricerche molto complicate e che porterebbero ad individuare origini antropiche o, non è ancora escludibile, naturali, e comunque molto distanti nel tempo, non aiuterebbe a far pagare al colpevole i danni, in quanto decine di anni fa non esistevano le attuali norme ambientali che si basano sul principio sacrosanto del chi inquina paga. In ogni caso ho assicurato che la Regione continuerà a monitorare l’inquinamento, non trascurando di cercarne le cause..

2) Per quanto riguarda i nuovi acquedotti, ho evidenziato l’impegno della Regione nella partita finanziaria degli hydrobond che ha consentito di attivare circa 150 milioni di euro di investimenti, che sono andati anche a coprire i costi di costruzione in reti acquedottistiche in Veneto. Azione strutturale che deve e dovrà metterci al riparo da questo e da altri fenomeni simili e che rappresenta un esempio di virtuosità che ci viene copiato in tutta Europa. Sottolineo, inoltre, che le priorità degli interventi che usufruiscono di questa linea di finanziamento sono state individuate dai Consigli di bacino per il Servizio idrico Integrato e cioè dai Sindaci, non dalla Regione. Anzi, vorrei ricordare ai Sindaci che il fenomeno è noto da tempo e loro, che rappresentano l’autorità sanitaria locale oltre che il soggetto responsabile dell’approvvigionamento idropotabile, hanno avuto tutto il tempo per intervenire. Risulta poi cha, a seguito dell’intervento di estensione della rete acquedottistica già realizzato da Veritas, ben poche siano state le richieste di allacciamento.

3) Al di là dell’evidente strumentalizzazione politica da parte di qualcuno, i cittadini sappiano che i monitoraggi della falda non sono mai stati sospesi e che in Italia i limiti per queste sostanze sono molto più restrittivi che in altri Paesi, a garanzia della sicurezza umana. I monitoraggi vengono garantiti da Arpav con la sua professionalità e tempestività che la fa eccellere in Italia”.

(Regione Veneto)

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