Pesca: dalle Egadi alla Romagna, coop e imprese agli ‘Stati Generali’

Roma, 9 mar. (Labitalia) – Dalle Egadi al Friuli, dalla Liguria alla Toscana, passando per la Romagna e le Marche. Imprese e cooperative della pesca e dell’acquacoltura da tutta Italia si sono date appuntamento oggi, a Roma, per gli ‘Stati generali della pesca’ voluti dall’Alleanza delle Cooperative Italiane della Pesca (Agci Agrital, Federcoopesca-Confcooperative, Legacoop Agroalimentare Dipartimento pesca) con le associazioni dell’acquacoltura Api (Associazione Piscicoltori) e Ama (Associazione mediterranea acquacoltori).

Dal sistema delle quote per tonno rosso e pesce spada al fermo biologico, passando per normative sempre piu’ ‘capestro’ e sanzioni pesanti, tanti sono i problemi del settore evidenziati dai pescatori, che hanno presentato proposte concrete al mondo della politica e delle istituzioni. “Oggi in Italia -spiega a Labitalia Paolo Tiozzo, presidente di Federcoopesca Confcooperative- sono poco piu’ di 12mila, e tra i 27mila e i 30mila gli addetti. Oggi noi qui abbiamo invitato la politica nazionale ed europea per fare il punto e il bilancio sulla situazione della pesca”.

Un settore che nell’ultimo decennio ha subito un vero tracollo. “Negli ultimi 11 anni -continua Tiozzo- nella pesca italiana sono andati persi qualcosa come 17 mila posti di lavoro, chiuse oltre 4mila imprese, c’e’ stato il 48% in meno di catture, il 31% in meno della redditivita’ d’impresa, il 30% delle imbarcazioni ha chiuso. Bisogna capire come si e’ arrivato a questo punto e come prevenire una tendenza di questo tipo. Altri diedi anni cosi’ non e’ possibile reggerli, significherebbe uccidere la pesca italiana”.

E arriva l’appello alla politica. “Chiediamo -spiega Tiozzo- piu’ attenzione, piu’ concertazione, perche’ soltanto con una condivisione della politica italiana sulla pesca si puo’ arrivare ad essere protagonista del proprio futuro e non subirlo”.

E a stretto giro e’ arrivata la risposta del sottosegretario al Mipaaf, Giuseppe Castiglione. “E’ molto positivo – sottolinea – che ci sia gente che solleva questioni cosi’ importanti per lo sviluppo della pesca. E’ emerso che il dialogo e il confronto portano soluzioni sempre favorevoli per il comparto. In questi anni abbiamo lavorato a una programmazione, a una pianificazione, a non vivere nell’emergenza. Abbiamo individuato un rapporto positivo con la Commissione europea, l’Italia non e’ piu’ in infrazione europea”.

E, per Castiglione, “bisogna fare chiarezza”: “Noi siamo dalla parte dei pescatori. Bisogna ‘fluidificare’ il rapporto tra il governo e le associazioni di categoria, c’e’ patrimonio umano e di competenze da valorizzare per lo sviluppo di tutto il comparto”.

(Adnkronos)

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