Ricerca: studi scientifici di successo? Possibili anche in eta’ avanzata

Roma, 4 nov. (AdnKronos Salute) – Giovani promesse o venerati maestri? La possibilita’ di produrre un’opera di alto impatto per uno scienziato e’ distribuita casualmente nel corso della sua carriera. In pratica, i lavori di successo possono arrivare all’inizio, da giovani, ma anche alla fine, dopo anni di ‘onorato servizio’ e persino alla soglia della pensione. E sarebbero il frutto di un semplice modello in cui la ‘genialita” dello scienziato e’ legata a fattori diversi: talento e produttivita’, certo, ma anche fortuna. Lo rivela uno studio pubblicato oggi su ‘Science’ che porta la prima firma di una giovane ricercatrice italiana, la matematica Roberta Sinatra del Center for Network Science and Mathematics Department, Central European University di Budapest (Ungheria).

Precedenti ricerche sulla creativita’ avevano suggerito che le scoperte piu’ importanti arrivano presto in una carriera, dopo di che la probabilita’ di firmare uno studio geniale si riduce, forse a causa di un appannamento dell’ingegno o del peso di crescenti compiti amministrativi. In realta’, pero’, i ricercatori sostengono che si sa poco sui tempi delle scoperte scientifiche. Per cercare di saperne di piu’, Sinatra e i colleghi, fra cui il celebre Albert-Laszl? Barabasi della Northeastern University (Usa), hanno analizzato le carriere di migliaia di scienziati, analizzando le loro pubblicazioni scientifiche.

La valutazione del team ha confermato che molti scienziati pubblicano il loro lavoro piu’ creativo e d’impatto nel giro di due decenni dall’inizio della carriera, ma anche che influenti pensatori ‘sfondano’ da giovani non perche’ giovane eta’ faccia rima con creativita’: piuttosto, gli scienziati giovani producono piu’ lavori all’inizio della loro carriera. E proprio l’intensita’ della produzione e’ un elemento importante per arrivare a uno studio di alto impatto.

Il team ha esaminato tutte le pubblicazioni (oltre mezzo milione) di 2.887 fisici, piu’ quelle di altri studiosi di diversi campi per un totale di oltre 10.000 nomi, in ordine cronologico, chiedendosi se il lavoro di maggior impatto firmato da ciascuno fosse tra le prime produzioni o meno. Risultato? “Raramente i primi studi sono quelli piu’ geniali”, spiegano. Invece “abbiamo scoperto che i maggiori successi sono distribuiti in modo casuale all’interno di una carriera”.

Questo ha permesso al team di sviluppare un modello per prevedere l’impatto di una carriera scientifica sulla base di quello che hanno ribattezzato il fattore ‘Qp’: dove la Q sta per talento e produttivita’ e la p per fortuna. Insomma, ogni scienziato ha un fattore Q particolare, e naturalmente incappa in particolari colpi di fortuna. E alla fine se questi fattori si incrociano i risultati eccellenti “possono arrivare a qualunque eta'”, concludono gli autori. Ma la stessa Sinatra spiega di non aver calcolato il suo ‘fattore Qp’: “Non sono ancora abbastanza avanti negli anni e ho solo 14 lavori” pubblicati. E in ogni caso, anche quando verra’ il momento, la scienziata assicura che non vorrebbe calcolare il proprio fattore: “Non mi piace attribuire numeri agli esseri umani”.

(Adnkronos)

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