Le foto della Fondazione 3M raccontano i mestieri della Milano anni ’60

Milano, 12 ott. (Labitalia) – C’erano una volta le botteghe artigianali, gli arrotini che giravano per la citta’ in bicicletta, e c’erano anche le latterie dove con poche lire si cenava con caffellatte e brioche. E le osterie dove ripararsi dalla nebbia e dal freddo. Erano questi mestieri e questi luoghi a caratterizzare la Milano degli anni ’60 e ’70, quella che viene raccontata dagli scatti provenienti dall’archivio storico della Fondazione 3M in mostra presso la scuola professionale Galdus, in via Pompeo Leoni 2, fino al 21 ottobre.

La raccolta di 24 opere fotografiche dedicata ad ‘Arte e mestieri – di Virgilio Carnisio e’ allestita nel cuore del campus dove formazione, orientamento e promozione al lavoro da oltre 25 anni collaborano grazie ad una stretta sinergia tra scuola e impresa. La mostra e’ curata dal critico d’arte Roberto Mutti, ed e’ visibile alle scuole previa richiesta a [email protected]

L’iniziativa apre la rassegna culturale del Premio Galdus 2017, concorso letterario e artistico nazionale, dedicato a ‘L’intelligenza del fare – rivolto a scuole medie e superiori (informazioni su www.galdus.it).

‘Questa iniziativa nasce da un percorso che abbiamo costruito nel tempo insieme a 3M e ai suoi manager, piu’ volte in classe con i nostri studenti – dichiara Diego Montrone, presidente di Galdus -. Un lavoro condiviso fondamentale: solo se le imprese investono tempo e risorse in una strategia di comune interesse, il gap scuola-impresa potra’ finalmente essere colmato a beneficio della persona e del suo inserimento nel mondo del lavoro. L’alleanza delle due realta’ e’ un’opportunita’ resa oggi strutturale dal sistema duale, che consente ai ragazzi di conoscere meglio il funzionamento delle imprese. Perche’, come da sempre diciamo, il fare permette a ciascuno di noi di imparare meglio la professione nella quale si impegna – .

‘Nell’elegantissimo bianconero delle sue stampe rivive la Milano delle case di ringhiera e dei cortili (con fotografie scattate rapidamente per eludere la sorveglianza di sospettosissime portinaie), delle vecchie botteghe artigianali, degli arrotini che usavano un angolo di strada come laboratorio, delle osterie con bocciofila, dei bar di periferia e delle latterie del centro storico”, descrive Roberto Mutti.

“Tutte fotografie scattate nei weekend o durante le pause pranzo del suo lavoro di funzionario di un’importante azienda perche’ Carnisio ha preferito non passare alla professione, che avrebbe sentito costrittiva, e fotografare solo spinto dalla sua grande passione e cultura. Forse anche per questa ragione le immagini da lui realizzate e composte in modo cosi’ equilibrato possiedono un garbo e una bellezza che le rendono profondamente vitali – , sottolinea il critico.

Grandissimo conoscitore di Milano, il fotografo Virgilio Carnisio lo e’ sempre stato come dimostrano, sul retro delle sue stampe, le precise indicazioni con date, indirizzi e numeri civici dei luoghi ripresi che oggi servono come importanti punti di riferimento storici.

Carnisio, nato a Milano nel 1938, ha cominciato a fotografare appena ventenne portando con se’ la Rolleiflex anche quando in compagnia andava a ballare o a cenere nelle osterie della Bassa. Da allora non ha piu’ smesso e nel suo sterminato archivio Milano occupa un ruolo centrale: tredici dei ventiquattro libri pubblicati da Carnisio hanno, infatti, come protagonista la sua citta’ e i cambiamenti che l’hanno vista protagonista.

La Fondazione 3M, da cui provengono le foto in mostra, e’ proprietaria di un archivio fotografico che si caratterizza per un patrimonio di oltre 110 mila immagini (lastre, dagherrotipi, cartoline fotografiche, negativi, stampe originali e riproduzioni), provenienti dalla storica azienda fotografica italiana Ferrania (acquisita negli anni ’60 da 3M) e da una serie di donazioni e di acquisizioni avvenute nel tempo. Inaugurata nel 1984, la Fototeca e’ stata costituita sistematizzando un ricco patrimonio iconografico raccolto grazie ad un illuminato approccio alla comunicazione istituzionale, alla divulgazione tecnica, al lancio della tecnologia innovativa di rappresentazione, nel corso delle vicende aziendali di Ferrania prima e di 3M Italia poi.

(Adnkronos)

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