ALITALIA (il mistero buffo)

Ecco cosa possiamo trovare su Alitalia leggendo in rete. Da Wikipedia: ALITALIA – Compagnia Aerea Italiana S.p.A. è la principale compagnia aerea italiana ed è nata nel 2008, all'inizio del 2009 ha rilevato il marchio e le attività della storica compagnia di bandiera, chiusa a causa del pesante indebitamento.

Nel 2008 viene infatti costituita una "NewCo", la C.A.I. Compagnia Aerea Italiana, una società-veicolo che intende acquisire la Compagnia di Bandiera: ALITALIA. La società, presieduta da Roberto Colaninno (condannato nel dic/2006 a 4 anni e 1 mese per bancarotta nel crac Italcase-Bagaglino ed interdetto dai pubblici uffici per 5 anni, è poi assolto in appello nel maggio 2009 – cioè dopo aver assunto la presidenza della NewCo Alitalia. Rispetto ai due capi di imputazione che gli erano stati contestati, i magistrati hanno accertato che in un caso il fatto non sussisteva e nell'altro caso che Colaninno non aveva commesso il fatto), riesce, dopo estenuanti trattative, a raggiungere un accordo con i sindacati confederali il 25/09/2008 e quindi il 12/12/2008 firma col commissario straordinario l'atto di acquisto di Alitalia (a tutt'oggi Mr. Colaninno guida come presidente Alitalia).

Nel gennaio 2009, Alitalia CAI ri-nasceva con un network più piccolo rispetto a quello della vecchia Alitalia LAI, con un taglio di 30 destinazioni straniere tra cui 6 capitali europee, ma con una maggiore presenza nel mercato domestico pari al 52% del traffico. Dal 27/03/2012 si ha il nuovo amministratore delegato: Andrea Ragnetti. Ad ottobre/2012 si conclude la dismissione di vari aerei. A distanza di soli 3 anni ALITALIA è nuovamente in profondo rosso, con gravi problemi di perdite. La compagnia perde 630.000 euro al giorno (ma secondo altre fonti la perdita si aggirerebbe invece su 1,6 mln di euro al giorno nella seconda metà del 2013!!). Nell'aprile 2013 viene nominato un nuovo amministratore delegato: Gabriele Del Torchio (proveniente da Ducati: NB= la storica casa motociclistica italiana di Borgo Panigale, passata ai ai tedeschi di Audi per 860 milioni di euro nell'aprile/2012).

Il 3/lug/2013 viene presentato il nuovo piano industriale 2013-2016 e solo qualche mese dopo (sett/ott2013) l'Alitalia presieduta da Mr. Roberto Colaninno e con A.D. Mr. Del Torchio comunica che non sarebbe riuscita neppure a pagare gli stipendi (la cassa è vuota e debiti sempre piu' asfissianti la inabissano). D'altronde le mastodontiche perdite giornaliere della Compagnia sono una certezza e rendono ancora piu miserevole la vicenda, visto che ai vertici siedono personaggi che non esitano ad indicare cifre, numeri, previsioni che sono pure favolette (o fandonie, fate un po' voi) per le quali nessuno di loro sarà mai chiamato a pagare. Ecco i numeri del "piano industriale 2013/2016" diffusi a lug/2013 dall’amministratore delegato Gabriele del Torchio: “Nel corso dei quattro anni di piano 2013-2016, con l’attuazione di tutte le misure previste sia industriali che finanziarie la Compagnia prevede di conseguire i seguenti risultati economici:

•“2013: ebit industriale positivo nel secondo semestre, derivante da un miglioramento della gestione industriale”.
•“2014: sostanziale pareggio del margine operativo”.
•“2015: pareggio di bilancio”.
•“2016: utile di bilancio. Contestualmente dovranno essere raggiunti i seguenti obiettivi: aumento di 55 milioni del prestito soci convertibile entro dicembre 2013; aumento di 300 milioni delle risorse finanziarie a dicembre 2013” (altri dettagli del piano: http://corporate.alitalia.it/it/media/comunicati-stampa/03-07-2013.html).
E non è finita (il senso del ridicolo non conosce limiti): a fine ott/2013 il Presidente di Alitalia, Mr Roberto Colaninno dichiara ai media che sia lui che tutto il Consiglio di Amministrazione presenteranno le dimissioni una volta terminate le operazioni riguardanti l'aumento di capitale della compagnia e che Lui non sarà più disponibile a ricoprire incarichi di vertice nella stessa.

Tirando un po' le somme si evince che, nonostante le riforme introdotte, Alitalia ha perso in tre anni (2009/2012) ben 735 milioni di euro ottenuti in seguito alla ricapitalizzazione del 2009. Alla presidenza, dall'inizio della vicenda ad oggi, siede la stessa persona. Notare come Air France nel 2009 avesse offerto 1,7 miliardi di euro (MILIARDI di euro) per assorbire la compagnia e i relativi debiti. Domanda: nel 2009 si rifiuta un accordo con AirFrance per 1,7 miliardi di euro ed oggi a distanza di oltre 4 anni, ci viene propinata come ottima la proposta/soluzione di Eithad che, tutto compreso, investirebbe 560milioni (di cui: 500mln subito e 60mln l'anno prossimo), mandando a casa 2200/2500 dipendenti (sugli attuali 13000/13500): facile farlo, quando viene proposto come "parte di un piano di salvataggio" proveniente dall'estero, poi! Inoltre il "battage pubblicitario" ci continua a propinare come ottimo risultato/ottimo successo governativo imprenditoriale l'accordo in corso con Etihad, ottenuto dal "manipolo di burocrati" inviati negli emirati a fine/2013, quando invece è sinceramente risibile (siamo ritornati con le "toppe al sedere").

Ricordo brevemente che Etihad entrerà nel capitale di Alitalia con un investimento di 560mln di euro (il che equivale piu o meno a comperarsi il 49% di Alitalia investendo cio' che la stessa Alitalia perde in meno di due anni) a patto che il debito di Alitalia venga dimezzato (significa: cancellate la metà del debito) e che della parte residua del debito se ne facciano carico le banche creditrici (cioè le varie banche italiane che hanno coscientemente "finanziato" il buco senza fondo di Alitalia) diventando soci per la parte corrispondente al loro credito. Beh, direi che un qualsiasi imprenditore italiano di buona stazza potrebbe acquisire Alitalia a queste condizioni (senza tante "missioni" e battage). E, tutto sommato, Alitalia sinora è stato un buon veicolo per fagocitare soldi (…alla Marzullo "fatevi una domanda e datevi una risposta" proporrei: chissà dove sono andati a finire tutti questi soldi?).

Daniela Turri

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