Torna ‘Bandiera Rossa’, la limousine di Mao ora sfida Audi, Mercedes e Bmw


La Hongqi di nuovo nelle concessionarie cinesi, sfidera' Audi, Bmw e Mercedes. Circa 1.500 berline, destinate agli alti ranghi del governo e del Partito, furono prodotte tra il 1958 e il 1982

Pechino, 30 mag. E' stata l'orgoglio della nascente industria automobilistica cinese. Poi, dopo alterne vicende, fu surclassata dalla concorrenza straniera.

Oggi, in anni in cui l'industria cinese nel suo complesso e' diventata un gigante in grado di spadroneggiare a livello globale in tanti mercati, e in una fase in cui la nuova dirigenza di Pechino richiama i funzionari comunisti a una maggiore sobrieta' di costumi, la 'Bandiera Rossa' torna a sventolare percorrendo le strade cinesi. La Hongqi (il nome del marchio in cinese) la berlina di rappresentanza usata da Mao Tse-tung, costruita appositamente per il Grande Timoniere nel 1958, e' nuovamente in vendita al pubblico, da anni ormai abituato a marchi come Audi, Bmw e Mercedes.

La cinese Faw Group Corp., l'azienda costruttrice, ha investito 300 milioni di dollari, riferisce Bloomberg, per resuscitare questo simbolo del privilegio dell'elite comunista, dopo che la produzione era stata abbandonata nel 2010. Non ci sono dettagli sul prezzo, al momento, ma la Faw ha gia' consegnato oltre 500 Bandiera Rossa a varie amministrazioni statali.

La vera sfida, pero', sara' quella contro i gusti ormai consolidati dei tanti ricchi e nuovi ricchi cinesi, abituati al design e alla tecnologia delle berline di lusso di fabbricazione tedesca. "Il mercato dell'auto in Cina e' una giungla piena di bestie feroci", spiega a Bloomberg Cao He, analista economico della China Minzu Securities Co. "La Bandiera Rossa e' come un panda cresciuto in cattivita'. Non sopravvivera', a meno che non dimostri di avere nel sangue un Dna in grado di resistere".

La Faw produsse circa 1.500 berline, destinate agli alti ranghi del governo e del Partito, tra il 1958 e il 1982, anno in cui la produzione dell'auto fu interrotta. Tre anni prima, nel 1979, Deng Xiaoping aveva detto ai cinesi, "Arricchitevi!". Molti di loro ci sarebbero riusciti, ma all'epoca il motore della Hongqi consumava troppa benzina e lo stop fu inevitabile.

Da allora, tra il 1987 e il 1990, ci sono stati altri tre tentativi di resuscitare il marchio per farlo tornare ad essere un simbolo del potere e della produttivita' cinese.

Fallirono tutti e nel 2010 la Faw decise di interrompere definitivamente la produzione della vettura. Dopo l'annuncio del nuovo tentativo, pero', la Faw Car Co., la divisione aziendale che produce la Bandiera Rossa, ha visto crescere del 7,7 per cento il valore del proprio titolo alla borsa di Shenzhen, il livello piu' alto dall'aprile 2011. Indirettamente, a spingere in alto le azioni, e' stato anche il capo del Partito e presidente Xi Jinping, che lo scorso dicembre, in una riunione a porte chiuse, secondo quanto riferi' la stampa cinese, disse chiaramente che "non e' una bella cosa" che i funzionari del governo usino auto straniere.

Il governo della provincia orientale di Zheijang si e' mostrato particolarmente solerte nel raccogliere l'invito all'autarchia automobilistica di Xi e il mese scorso si e' gia' visto consegnare ben 12 Bandiera Rossa, come annuncia la Faw sul suo sito.

Sempre ad aprile, nel corso della sua visita in Cina, le autorita' di Pechino hanno messo a disposizione del presidente francese Francois Hollande una limousine Bandiera Rossa L5, mentre una ventina di berline sono state spedite alle Fiji, a disposizione del partecipanti al vertice del G77.

Lo sforzo per far conoscere il marchio all'estero e' sostenuto anche dal ministero del Commercio cinese, che ha incluso la Bandiera Rossa nell'elenco di merci che il governo puo' donare ai Paesi amici, mentre la casa produttrice ha annunciato contatti con le rappresentanze diplomatiche cinesi all'estero, affinche' adottino la berlina come auto ufficiale di rappresentanza. La Faw, che a luglio festeggera' i 60 anni di attivita', intende investire nello sviluppo dell'auto almeno 1,7 miliardi di dollari fino al 2015. "Nella fase attuale, la piu' grande responsabilita' della Faw e' far funzionare il marchio Bandiera Rossa", ha annunciato il presidente dell'azienda Xu Janyi, per il quale riportare in auge la limousine di Mao e' "una questione di dignita' per tutto il popolo cinese".

Per promuovere il marchio, la Faw intende aprire concessionarie e officine di assistenza in tutte le principali citta' del Paese, comprese Pechino, Shanghai e Guangzhou. Proprio a Pechino, lungo la via Jinbao, una delle principali e piu' lussuose della capitale, la Faw ha aperto una concessionaria a fianco di quelle di marchi come Rolls-Royce, Maserati, Ferrari, Aston Martin e Mercedes.

La sfida sara' proprio quella di convincere i potenziali clienti a preferire il 'Made in China' rispetto alle auto da sogno che giungono dall'estero. "Per le persone piu' anziane, come me, la Bandiera Rossa e' un'icona gloriosa", spiega Li Yong, funzionario pubblico in pensione, mentre ammira le vetrine delle concessionarie di lusso di Jinbao. "Io una Bandiera Rossa la comprerei, ma mio figlio la pensa diversamente. Per lui quel simbolo non rappresenta nulla e preferisce le Mercedes".

(Adnkronos)

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