La Grecia nel mirino UE anche per i giochi

Sono diversi ormai i paesi europei ad essere, per un motivo per l’altro, nel mirino dell’Unione Europea. Anche l’Italia si è abituata ormai ad essere annoverata tra gli osservati speciali, ma l’osservato speciale per eccellenza è senz’altro la Grecia.

Il paese ellenico, come se non bastasse, è adesso nel mirino della Commissione Europea, in quanto non solo sta scatenando la famosa crisi sui mercato europei, ma sta infrangendo una delle norme di base dell’Unione Europea e dei suoi mercati: quella che regola i monopoli di Stato, da sempre mal visti in Europa e che la Grecia vorrebbe estendere nel settore dei giochi.

In pratica, la Grecia vorrebbe fare l’esatto contrario di quello che ha fatto l’Italia un anno e mezzo fa. Ossia, l’Italia nel luglio del 2011 ha legalizzato i casinò online ed ha aperto il mercato anche ad operatori stranieri, molti dei quali noti a livello internazionale. Da circa un anno e mezzo quindi in Italia si può giocare ad esempio al blackjack sul sito di un operatore italiano, ma anche alla William Hill roulette tanto per citare uno dei più noti operatori stranieri che hanno potuto investire in Italia. In Grecia, invece, si vorrebbe accentrare ulteriormente il monopolio nelle mani dell’OPAP.

L’OPAP è infatti la società greca che ha gestisce il monopolio dei giochi: lotterie, scommesse sportive ed altri giochi. E adesso lo stato greco vorrebbe accrescere ulteriormente il monopolio dell’OPAP, delegandone in gestione anche l’intero monopolio del gioco online. Secondo questa ipotesi, quindi, l’OPAP sarebbe l’unico gestore anche di giochi di roulette e casinò online, mentre in Italia (ma anche in altri paesi UE) operano società nazionali ed internazionali. Si tratta quindi di una scelta in ampio contrasto con la normativa europea, in quanto peraltro era già stato stabilito dalla Corte Europea che il monopolio di OPAP era già illegale, figuriamoci adesso che si vuole ulteriormente ampliarlo.

A dichiararsi contraria a questa mossa della Grecia è la Remote Gambing Association (RGA), che ritiene che la Commissione Europea debba intervenire per frenare questa scelta. Se infatti la Grecia vuole spingere per aumentare il monopolio e tenere alto il prezzo delle azioni OPAP in vista di una sua privatizzazione (come è noto, c’è bisogno di “far cassa”), nell’interesse della popolazione dovrebbe essere aperto il mercato dei giochi di casinò online, anche ad operatori stranieri, in modo da creare un mercato vero, con maggiore concorrenza e, probabilmente, anche nuovi posti di lavoro.