Cure palliative: al nuovo Hospice di Cittadella i pazienti si sentono come a casa

Una targhetta sulla porta reca il numero di ogni appartamento, come fosse un vero e proprio numero civico che contraddistingue un’abitazione e non un freddo codice associato a una stanza d’ospedale. All’Hospice Casa del Carmine, da poco inaugurato a Cittadella, la speranza è di far sentire ai pazienti l’atmosfera e l’accoglienza delle proprie mura domestiche, perché questo è ciò che più di tutto conforto a chi è malato, in particolare se di una patologia che non avrà guarigione. Ciascuno dei 6 posti letto di cui è dotata la nuova struttura è, infatti, un bilocale attrezzato di ogni comfort, con sala da pranzo, cucina, bagno, camera da letto e ampie vetrate che si affacciano su un giardino comune. L’Hospice fa capo al Nucleo di Cure Palliative (NCP) della AULSS 15 CittadellaCamposampiero, che nel 2011 ha preso in carico una media di 55 pazienti al mese, svolgendo 329 consulenze (di cui 162 domiciliari e 167 ospedaliere) per l’attivazione dell’assistenza a domicilio e/o in hospice. Il supporto psicologico ha permesso di “aiutare” 240 pazienti e loro nuclei familiari, mediante le consulenze psicologiche svolte a domicilio, in hospice e ambulatorialmente. Quasi 500 le valutazioni ambulatoriali per il trattamento del dolore neoplastico.

 

“Nel primo semestre 2012 la media mensile dei pazienti in carico è stata di 90 persone, 169 le consulenze palliativistiche (81 domiciliari e 88 ospedaliere) per l’attivazione dell’assistenza, 150 quelle psicologiche e 250 le valutazioni ambulatoriali per il trattamento del dolore”, spiega il dottor Domenico Billeci, direttore del NCP dell’AULSS 15 CittadellaCamposampiero. “Come si può notare, considerando solo i primi mesi dell’anno, il trend è decisamente in crescita e la strada da percorrere è ancora lunga, per dare una risposta adeguata alle esigenze di cura del territorio. Un obiettivo da porci è sicuramente la valorizzazione dell’assistenza domiciliare, che va comunque integrata con strutture in grado di accogliere i pazienti bisognosi di ricovero per il controllo del dolore e dei sintomi dovuti alla malattia. Il nuovo Hospice, attivato nel presidio di Cittadella, non è quindi un luogo in cui si ‘aspetta’ la morte, ma un centro all’avanguardia in cui gli ospiti vengono accompagnati con dignità e rispetto nell’ultimo tratto della loro vita, in un ambiente che fa percepire loro il calore di una casa”.

 

Gli appartamenti sono dotati di cucina con forno e frigorifero; non mancano ovviamente la tv e il telefono e ogni stanza è munita di un sollevatore automatico per i degenti. Inoltre, essendo scopo essenziale delle cure palliative il raggiungimento della miglior qualità di vita possibile non solo per il paziente, ma anche per i congiunti che gli sono particolarmente legati, in ogni residenza è presente un letto dove può dormire un familiare, al quale viene fornito il necessario sostengo psicologico e sociale. Nell’Hospice, a differenza di quanto avviene in ospedale, non ci sono orari da seguire, quindi l’accesso è illimitato, come se si fosse a casa propria. Grande anche la discrezione che vige nella struttura, dove ad esempio medici e infermieri bussano prima di entrare. Per fare in modo che per il malato tutto rimanga il più possibile “uguale a prima”, è persino consentito portare un cagnolino nel giardino interno.

 

Tra le poche strutture in Italia ad essersi dotata del servizio, l’ospedale di Cittadella, grazie al Nucleo di Cure Palliative, fornisce anche attività di Day Hospice, ossia il ricovero giornaliero di pazienti, normalmente assisiti a domicilio, nel caso in cui si rendano necessarie prestazioni sanitarie con controllo medico-infermieristico continuo, perché a rischio di complicanze.

 

“Lo staff del NCP (assistenza domiciliare e Hospice) comprende 3 medici palliativisti ospedalieri e 4 medici palliativisti ad ore di contratto provenienti dalla medicina generale, 4 psicologi ed un servizio infermieristico per l’assistenza domiciliare (24 ore su 24, 7 giorni su 7). Per assistere i malati a casa, il NCP collabora con i Medici di Medicina Generale e della Continuità assistenziale (guardia medica notturna e festiva). Si occupa, infine, di formazione per il personale sanitario dell’AULSS”, conclude Billeci.

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