Le Orme e Il Banco Del Mutuo Soccorso, un raffinato revival Made in Italy

Al Gran Teatro Geox di Padova sabato 20 ottobre si sono esibite Le Orme e Il Banco Del Mutuo Soccorso, due delle band nazionali più importanti della scena progressive mondiale degli anni Settanta. A gustarsi tre ore e mezza di raffinato revival si sono radunate molte coppie ultra cinquantenni con o senza figli al seguito, ma anche molti ragazzi giovani, ispirati o solo incuriositi da personalità così forti ma così distanti dal panorama musicale contemporaneo. Parliamo di Michi Dei Rossi, batterista delle Orme fin dal 1967, e di Vittorio Nocenzi e Francesco Di Giacomo, rispettivamente tastiere e voce del Banco, riunitisi in tour l’anno scorso per il quarantesimo anniversario della band.

Assieme a loro sul palco altre figure storiche del prog italiano come Jimmy Spilateri e Tiziano Ricci, e alcuni musicisti di spicco nostrani quali Maurizio Masi, Fabio Trentin, Michele Bon, William Dotto e Filippo Marcheggiani.

Iniziano Le Orme e alla voce, dopo l’addio nel 2009 del cofondatore Aldo Tagliapietra, troviamo Jimmy Spitaleri, cantante dei Metamorfosi, mitici pionieri del genere, supportato egregiamente dal dotato Fabio Trentin che oltre a suonare basso e chitarra acustica, si inerpica nelle liriche più ardue del repertorio dei nostri. Lo show, impreziosito da qualche pezzo del recente album La Via Della Seta, tocca comunque il suo apice nell’esecuzione dei vecchi cavalli di battaglia della band. Il pubblico apprezza la performance intervallata da ampie ed emozioninanti digressioni strumentali. Michi Dei Rossi in più occasioni scende dall’ingombrante soppalco dove è posta la sua complessa batteria per ringraziare e salutare il pubblico di casa.

Ora è il turno del Banco Del Mutuo Soccorso. L’atmosfera si fa più densa, bastano poche note per capire che il viaggio intrapreso finora non era che l’incipit di un migrare più vasto e prepotente dell’anima verso lidi più scuri e profondi. Di Giacomo con la sua timbrica squillante e corposa inebria gli ascoltatori mentre la psichedelica delle tastiere di Nocenzi sorretta dalla ineccepibile parte ritmica della band, trasmigra le anime presenti lungo un fiume di emozioni senza fine. Pezzi come Canto nomade di un prigioniero politico, R.i.p. , Moby Dick e Nudo varrebbero da soli il prezzo del biglietto. Ma sono tanti i momenti toccanti. Su tutti l’infinita e dolcissima versione di 750.000 anni fa…l’amore? che vede Nocenzi sbizzarrirsi con estro e passione sui tasti, e Di Giacomo battere sulle sue corde vocali con immenso trasporto.

C’è il tempo per un ulteriore regalo al pubblico. Le due band riemergono all’unisono sul palco per una jam in puro stile Settanta: quel che basta di testa e tantissimo cuore. I nostri propongono Gioco di Bimba e Sguardo verso il cielo, per concludere con Non mi rompete. Chi è venuto a rivangare vecchie sensazioni può tornare a casa soddisfatto e forse un po’ malinconico. Per i giovani presenti che davvero volevano carpire qualcosa, la lezione è forte. Come il buon Di Giacomo infatti ricorda nel finale, la musica è condivisione. Non esiste un'altra situazione in cui migliaia di sconosciuti condividano e facciano propria un’emozione così grande qual'è la musica. Questo è un concerto. Questo è il Banco.

redazione padovanewsDaniele Menorello

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